Recensioni - Terra Ribelle. Vaticaninsider.it 13.07.2011

marco tosatti
roma

 

E’ un libro duro, sgradevole, pieno di verità che molti, a cominciare dal governo e dall’establishment turco non amano. E’ un libro che parla del genocidio armeno, ma non solo. Certo, vedere scritte, a quasi un secolo di distanza testimonianze come queste è impressionante, se non altro perché non sembra possibile, ai tempi nostri che la memoria orale possa ancora mostrarsi così indelebile, a dispetto della storia che le è colata sopra. Ecco una frase che ci ha colpito: “Dopo un po’ Kamer mi indicò un punto e mi disse: ‘Vedi quei vecchi peri? Chiamiamo ancora questi prati con il nome degli armeni che li possedevano. Quegli alberi sono nel prato di Hagop, quelli sono nel prato di Khoren’. Indicò nella direzione opposta: ‘Quello è il prato di Asadur Effendi. Quasi tutti i terreni di Emeran erano di proprietà degli armeni. Gli aleviti lavoravano per gli armeni’”.

Dopo aver trascorso molti anni fra Ankara e Istanbul come corrispondente dell’Economist, vivendo nell’ambiente della stampa estera istanbuliota, De Bellaigue si rende conto di avere vissuto in una piccola porzione della Turchia, e di avere scambiato ciò che vedeva intorno a sé – la modernità dei modi, la libertà di pensiero, la civiltà culturale occidentalizzata e laica – per l’essenza del Paese, così come il kemalismo gli chiedeva di fare.

Un giorno decide di andare oltre la realtà che conosce, e si stabilisce per un anno a Varto, una piccola cittadina dell’Anatolia orientale, al confine tra Kurdistan, Armenia e Turchia. Qui conduce una personale indagine sulla realtà storica, politica e sociale della Turchia di oggi e sulle grandi tragedie nascoste del passato riportando alla luce lo spaventoso sterminio della popolazione armena, le vessazioni vissute dei curdi e dalle altre minoranze della regione.

Lentamente, come in una detective-story, incrociando le notizie dei pochi testi storici del passato e i frammenti di ricordi che riesce a far rievocare, de Bellaigue fa emergere nella sua tremenda realtà una vicenda di ininterrotto e secolare terrore. “I turchi hanno scritto incredibilmente poco sulla storia moderna di questa parte del loro Paese, poiché il periodo che va dalla fine del XIX secolo in poi non è considerato storia, ma politica, e chiunque abbia un po’ di buon senso sta alla larga dalla politica” scrive. Ed è ancora politica adesso, con il governo di Ankara che usa ogni mezzo – dalle pressioni politiche ed economiche, per definirle eufemisticamente e non usare la parola ricatto, a una riscrittura della storia che volontariamente nasconde ampi spazi, e ancora più grandi vuoti (quello di oltre un milione e 200mila vittime armene del genocidio, il Metz Yeghérn, il Grande Male) per non dover fare i conti col il passato.

Lo stato turco, così come emerge dalle pagine del libro, è ora un regime che teme i curdi, gli armeni, gli aleviti e qualsiasi altra minoranza; teme i rigurgiti di islamismo della maggioranza sunnita della popolazione; teme la curiosità degli stranieri, ai quali presenta una facciata politica edulcorata e levigata, tesa com’è verso l’ingresso in Europa. La sua stessa presenza, sotto la sottile crosta della modernità, appare più simile a una dominazione straniera che a un’infrastruttura politica e civile.

Senza pregiudizi o finalità politiche, Terra ribelle aiuta a capire quali sono i gravi problemi che frenano l’ingresso della Turchia nell’Unione Europea (e che, più in generale, la allontanano dall’Occidente), proprio nel momento in cui più vivo si fa il dibattito e più retorici i toni. Al tempo stesso, con grande talento narrativo, De Bellaigue riesce a comunicare al lettore un indefinibile ma profondo senso di bellezza nei confronti del paesaggio umano e naturale di questa zona dell’Asia, arcaica, remota eppure attraversata da molte delle grandi tragedie del mondo moderno.

 

Nel 2010 Terra ribelle è stato selezionato fra i finalisti del prestigioso Orwell Prize.

Joseph de Bellaigue, Terra ribelle. Viaggio fra i dimenticati della storia turca, EDT La Biblioteca di Ulisse 352 pag. € 22.00