Fisk Robert Cronache mediorientali. Il grande inviato di guerra inglese racconta cent'anni di invasioni, tragedie e tradimenti Ed. Il Saggiatore Tascabili  (collana Saggi), 2009 € 17,00

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Tradimenti e olocausti dimenticati

A scandalizzare Fisk sono gli atteggiamenti cinici o semplicemente sbagliati delle azioni anglosassoni nella regione. Dalle repressioni britanniche degli anni Venti in Iraq, con bombardamenti aerei e gas tossici, fino ad oggi. Con l'incomprensione generale dei motivi di ostilità all'"Occidente" e le relative dissonanze cognitive. Come quando tutti si ricordano dell'atto terroristico che portò all'abbattimento di un aereo a Lockerbie, in Scozia, nel 1988, ma quasi nessuno che pochi mesi prima l'incrociatore lanciamissili americano Vincennes aveva abbattuto un aereo di linea civile iraniano sul Golfo Persico.
Grida vendetta poi agli occhi di Fisk anche il modo in cui nel 1991, schiacciata la potenza militare irachena, sciiti e curdi iracheni furono dapprima incitati alla ribellione contro il regime baathista di Saddam e poi traditi e abbandonati ad una repressione mostruosa (a Saddam fu persino concesso di usare gli elicotteri), le cui fosse comuni emergono di tanto in tanto fra le palme e le sabbie di quella che fu la Mesopotamia, tra le culle della civiltà umana.
L'aiuto umanitario poi prestato ai curdi in fuga fu la classica foglia di fico. A complicare le cose, ieri come oggi, c'era la posizione dello Stato turco, che dovendo affrontare un'insorgenza curda in casa propria non voleva altri ospiti sgraditi. A Fisk questo, insieme a conoscenze libanesi, diede un'ottima "scusa" per raccontare l'Olocausto negato: quello del popolo armeno durante la Prima Guerra Mondiale, nel 1915-1916, quando li si sospettava di simpatie filorusse. Non vi furono camere a gas, ma un milione passa di assassinati, trucidati dal regime dei Giovani Turchi nei loro villaggi, annegati in massa in mare, fatti perire in marce della morte verso i deserti della Siria. Spesso con la complicità, tragicamente, proprio dei curdi. Un fatto che il governo turco ancora oggi nega recisamente, nel silenzio assordante degli alleati NATO; e non sembra di ricordare che i neocon di tutte le longitudini abbiano granché menzionato questo egregio caso di cristiani sterminati da musulmani. Al contrario Osama bin Laden, dalle sue caverne afghane, per Fisk è ancora ossessionato dal ricordo della splendida Andalusia musulmana perduta cinque secoli fa. Quando i fanatici erano i cristiani.