Quasi un testamento per William Saroyan - La Provincia di Sondrio 17.02.08

(a.p) «Dove vanno a finire le ossa» è ciò che rimane delle 337 mila parole scritte nell'80, un anno prima della morte, da Saroyan. Pragmatico sul suo scopo («non molto tempo fa ho deciso che avevo ciondolato senza far niente troppo a lungo? queste pagine le scrivo per me») il libro compila un bilancio della vita trascorsa, dalle origini armene, attraverso l'infanzia americana e gli esordi da scrittore. Si inizia con gli "armeni privati", come il padre, che condivise col figlio l'odio per il profitto privato. Il tema dell'editoria si innesta invece con le case editrici, che sono «riprovevoli nel modo di trattare gli autori», e con gli autori «imbroglioni». Saroyan è affascinato dal carattere casuale della scrittura. Partire dal concreto, trovando l'eccesso in ciò che è sempre uguale. Le immagini sono vivide, come il cespuglio di creosoto del giardino dell'infanzia, il cui odore lo assale proustianamente, o la risma di carta bianca («che aprirla è una delizia»). La riflessione si fa più esplicita verso il finale, con l'introduzione del tema della morte, che emerge a intermittenza. Saroyan si preoccupa di ciò che accadrà non solo alla sua opera, ma anche alle sue cose, ai libri fradici per la nebbia di San Francisco, al radiofonografo rotto, ai sassi e alle conchiglie: «Non mi piace l'idea che la gente debba entrare qui e cominci a sbattersi qua e là, schiaffando qua e là tutte le mie cianfrusaglie. Io amo le mie cianfrusaglie e so che lì dentro c'è la mia verità e il mio tesoro». Un disperato bisogno di non scomparire: «La cancellazione totale di mio padre mi ha commosso così profondamente che ho dovuto segnare la mia strada e avere qualcosa che non potesse essere cancellato dalla morte», per questo l'unico esorcismo è la letteratura. Faticoso perché privo di struttura, il libro sembra affastellare il maggior numero di ricordi, che forse è il genere di cose che fa un moribondo. I primi due capitoli e l'ultimo funzionano meglio, da soli avrebbero costituito un libricino più godibile. Dove vanno a finire le ossa William Saroyan Archinto - 264 pp. - 15 euro