Roma 06.03.2015 Presentazione volume “Presenza armena in Italia. 1915-2000” di Agop Manoukian

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COMUNICATO STAMPA    ROMA , 5 MARZO 2015

 

“PRESENZA ARMENA IN ITALIA”: ALL’ISTITUTO PER L’ORIENTE CARLO ALFONSO NALLINO (ROMA) PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI AGOP MANOUKIAN, VENERDI’ 6 MARZO.

 

Il libro di Agop Manoukian, Presenza armena in Italia: 1915-2000, recentemente edito da Guerini e Associati, verrà presentato a Roma, venerdì 6 marzo presso l’Istituto per l’Oriente Carlo Alfonso Nallino, in Via Caroncini, 19 (Quartiere Parioli), alle ore 17.00, con una conferenza dell’autore, introdotta da un intervento del prof. Enrico Ferri, docente dell’UNICUSANO.

Lo studio di Manoukian descrive la storia della presenza della piccola, ma per più versi significativa, comunità armena in Italia nel corso del Novecento, a partire da due eventi che hanno caratterizzato la storia contemporanea della nazione armena: il genocidio di cui fu vittima nel 1915, e di cui quest’anno ricorre il centenario, e la nascita nel 1991 della Repubblica d’Armenia, sulle ceneri ed entro gli stessi confini dell’ex Repubblica Sovietica d’Armenia.

La presenza degli Armeni in Italia risale al Medioevo, con una serie di piccole colonie legate ad attività commerciali e presenti soprattutto in città marinare come Venezia, Genova, Livorno, presenza diffusa in tutto il territorio italiano, dalla Sicilia alla Lombardia. Particolarmente rilevante fu la nascita, nella seconda metà del ‘700, del complesso monastico fondato da Mechitar sull’isola lagunare di San Lazzaro, donata dalla Serenissima all’ordine religioso armeno dei mechitaristi. L’isola mechitarista è un centro religioso e culturale, diventato con gli anni un simbolo della vitalità della nazione armena e dell’importante contributo che ha dato alla cultura europea, in questo caso soprattutto per gli studi, le traduzioni e la divulgazione di testi importanti non solo in ambito religioso. Primo popolo ad aver aderito all’inizio del IV secolo al cristianesimo, con una lingua originale del ceppo indoeuropeo ed un alfabeto che risale al IV secolo, vero “simbolo dell’autarchia culturale” di questo popolo, gli Armeni nel corso di 2600 anni di storia , seppure geograficamente “assediati” da grandi imperi , sia ad Oriente (Persiani, Parti, Sasanidi, Arabi, Ottomani), che ad Occidente ( Grecia ellenistica, Romani, Sacro Romano Impero, Impero russo e sovietico), sono riusciti a conservare una loro identità ed indipendenza culturale, svolgendo non solo un ruolo di “avamposto” dell’Occidente nel Medio Oriente, ma pure di tramiti tra queste due realtà, in vari ambiti: dal commercio all’architettura, dalla letteratura all’editoria. Grazie ai famosi traduttori ed amanuensi armeni, alla loro opera svolta per lunghi secoli, sono state conservate e tramandate una serie di opere antiche di ambito religioso, artistico, storico, medico, ecc. Il libro di Agop Manoukian, ci offre un significato spaccato della vita e della specificità di questa nazione presente da più di mille anni in Italia, con un ruolo da protagonista in settori diversi, dal commercio alla letteratura, dall’architettura all’arte. 

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VENERDI’ 6 MARZO, PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI AGOP MANOUKIAN,

Presenza armena in Italia:1915-2000, GUERINI 2014,

ALL’ISTITUTO PER L’ORIENTE “CARLO ALFONSO NALLINO” (IPOCAN) ,

IN VIA A. CARONCINI 19 (Parioli) ROMA

 

Con una conferenza dell’autore, Agop Manoukian, introdotta dal prof. Enrico Ferri dell’UNICUSANO, verrà presentato a Roma il recente studio sulla presenza degli Armeni in Italia nel XX secolo. L’Istituto per l’Oriente è una delle più antiche istituzioni italiane, specializzato soprattutto in studi sul mondo arabo e islamico e pubblica un a rivista “Oriente Moderno”, che ha raggiunto quasi un secolo di vita. Abbiamo rivolto alcune domanda su quest’iniziativa al prof. Claudio Lo Jacono, presidente dell’IPOCAN.

Prof. Lo Jacono , gli Armeni possono considerarsi un popolo orientale?

Sicuramente sono tali per la loro collocazione geografica, ad est della Turchia,a sud-ovest della Russia tra la Georgia, l’Azerbaigian e l’Iran. Loro stessi, però, si sono sempre considerati come “Europei d’Oriente”, per i legami con il mondo greco ed ellenistico prima e per la conversione al Cristianesimo nel 301, sotto il regno di Tigrane, che ne ha fatto il primo popolo cristiano della storia. In epoca fascista si discusse pure delle origini “razziali” degli Armeni, che furono considerati, per la loro lingua e i loro costumi, del ceppo indoeuropeo, per quello che possono valere queste classificazioni.

Il fatto di essere stati e di essere rimasti per due millenni cristiani rappresenta il maggior carattere “occidentale” di questo popolo?

Il Cristianesimo è stato ed è un tratto identitario importante, tanto che armeno e cristiano sono da considerarsi sinonimi; non bisogna però dimenticare che già Strabone, nel Libro XI della sua Geografia, fa risalire il nome Armenia ad uno dei compagni di Giasone e descrive gli Armeni come la progenie di Giasone e Medea. Per un altro verso, occorre ricordare che il Cristianesimo nasce nel Vicino Oriente e che le comunità cristiane di Oriente, ad esempio la siriaca, la irachena e la libanese, sono tra le più antiche del pianeta. Gli Armeni sono, però, la più antica comunità nazionale cristiana.

La piccola ma antichissima comunità armena italiana, rappresenta però un altro aspetto di questa nazione, la dimensione diasporica.

La fine dei regni nazionali nella madrepatria,nel 1045, poi del Regno di Cilicia, nel 1375, segnarono la nascita di un consistente flusso diasporico, che sarebbe continuato nel corso dei secoli e si sarebbe accentuato negli ultimi due secoli, soprattutto in relazione ai tragici eventi nel 1894-96, che valsero ad Abdul Hamid il titolo di “sultano rosso”, per lo spargimento di sangue armeno, e poi nel 1915, quello che gli armeni chiamano Medz Yeghern,”il Grande Male”, riconosciuto da varie istanze internazionali come “il primo genocidio del XX secolo”.

L’elemento di novità rispetto al passato è la recente realtà della repubblica d’Armenia,che apre nuove prospettive per gli Armeni, sullo scenario internazionale e nelle relazioni tra madre-patria e diaspora

La nuova repubblica , dopo molti secoli, se si esclude la breve esperienza della repubblica armena del 1918-1920, ricostruisce una realtà nazionale indipendente su una parte significativa dei territori storici dell’Armenia. È un punto di riferimento importante per le diaspore armene nel mondo ed un segno di vitalità di un popolo che ha una storia antichissima ed un patrimonio di civiltà che va tutelato e fatto conoscere. In tal senso va l’iniziativa promossa dall’IPOCAN.   Ufficio stampa 3396806317