Valerio Droga, “Nor Arax, enclave armena in territorio italiano” Il Mio Libro, 2012, Euro 16.50

Forme di integrazione e vita quotidiana di un popolo in esilio
Inchiesta giornalistica su Nor Arax, villaggio costruito a Bari nel 1926 per ospitare un gruppo di armeni scampati al primo genocidio europeo del XX secolo. Il lavoro si serve di strumenti storiografici, sociologici e semiotici per ricostruire la storia di questo antico popolo e, grazie a testimonianze dirette e materiali inediti, la vita quotidiana del villaggio, rintracciando e proponendo modelli di integrazione socioculturale adattabili all'attuale contesto multietnico italiano ed europeo.


 

nor arax, un caso di accoglienza e di salvezza

per oltre cento armeni scampati al genocidio

pubblicata la tesi di laurea di valerio droga

 

Palermo, 25 settembre 2012– Per oltre cento armeni sopravvissuti al primo genocidio europeo del XX secolo, Bari rappresentò la salvezza e una nuova patria. Era il 1926 quando alla periferia del capoluogo pugliese venne edificato il villaggio di Nor Arax, cioè "Nuovo Arasse", dal nome del fiume storico armeno.

 

La tesi (titolo: Nor arax, enclave armena in territorio italiano. Forme di integrazione e vita quotidiana di un popolo in esilio) si presenta come un'inchiesta giornalistica di tipo sociologico e al tempo stesso un saggio, che, iniziando da una analisi di articoli di quotidiani, attraversa la calda attualità per poi affrontare una ricerca storiografica sul popolo armeno, fino alla diaspora in Occidente e in Italia in particolare.

 

Da qui comincia la ricostruzione della storia e della vita quotidiana di Nor Arax, attraverso interviste e colloqui con esperti e studiosi, pubblicazioni, articoli e materiali di archivio, alcuni dei quali inediti, ma soprattutto grazie alla raccolta di testimonianze dirette di alcuni tra coloro che in passato hanno abitato nel villaggio.

 

Unendo quindi metodologia sociologica e metodologia semiotica, la tesi si spinge a costruire e proporre modelli di integrazione socioculturale, estensibili anche all'attuale e delicato contesto multietnico italiano ed europeo.

 

A conclusione, il lavoro si sofferma sul tema della memoria, chiarendo le ragioni della negazione (anche da parte di alcune vittime), definendo il binomio incomunicabilità-inaudibilità e ponendo l'attenzione sul cosiddetto "genocidio bianco", che a distanza di anni dalla tragedia continua a colpire l'esercito inerme degli inascoltati. Il genocidio armeno, noto come Metz Yeghérn, venne perpetrato in Turchia durante la prima guerra mondiale e tutt'oggi non è riconosciuto da Ankara, anzi il codice penale turco punisce i suoi cittadini che si ostinano a definirlo appunto "genocidio". È risaputo che Adolf Hitler si ispirò a questa pagina di storia per programmare l'eliminazione degli ebrei, tant'è che nel 1939 disse ai più restii: "Chi si ricorda più, oggi, dello sterminio degli armeni?".

 

Contestualmente alla tesi è stato realizzato un breve documentario dal titolo Nor Arax, ritorno alla memoria, visualizzabile sul canale Youtube al link: http://www.youtube.com/watch?v=2mv3FKU6KI8.

 

Il volume della tesi è acquistabile online sul sito ilmiolibro.it, link diretto alla pagina http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=872548 (formato A4, 320 pagine, € 16,50).

 

Il volume è opera del giornalista palermitano Valerio Droga che gli è valso, oltre alla menzione in sede di laurea, il Premio giornalistico "Mario Francese" per la sezione dedicata alle tesi di laurea nel 2008.