LE RAGIONI DEL NO

NOSTRE RIFLESSIONI SUI PROTOCOLLI TURCO ARMENI

 

 Sgomberiamo subito il campo da possibili disguidi: siamo pienamente  favorevoli alla ripresa del dialogo tra la Turchia e l’Armenia ed allo stabilimento di relazioni diplomatiche tra i due Stati.

 

Ciò che ci lascia perplessi sono le modalità messe in atto per raggiungere tale obiettivo e l’enorme “pressing” internazionale che sta subendo la diplomazia armena a questo riguardo. Vorremmo capire dove si sta andando.

Nei faccia a faccia con i rappresentanti delle organizzazioni della Diaspora  il Presidente armeno Sargsyan  ha tentato di rassicurare su alcune questioni cruciali, contestati, oggetto dei protocolli.  

 

Una su tutte è la questione del genocidio del 1915 per la quale la Diaspora (ma non solo) sembra intransigente e decisa a non mollare, sostenendo a gran voce, e a ragione, che un argomento di questa portata non può e non deve figurare come “merce di scambio” in una trattativa politica.

 

Il Presidente armeno dal canto suo sostiene che i protocolli non contemplano la discussione della questione dal punto di vista storico bensì tratteranno le possibili conseguenze sulle relazioni tra i due paesi con l’obiettivo di lavorare a delle soluzioni per ristabilire la fiducia e la giustizia. 

Una interpretazione non del tutto convincente:

a) Se così fosse (ma non lo è perché si parla di un esame scientifico dei documenti storici) perché includere “la portata storica” in una trattativa diplomatica? Perché non insistere, così come fece l’ex Presidente Kociarian, a  ristabilire prima delle relazioni bilaterali per poi, quando i tempi saranno maturi, affrontare argomenti specifici?

b) In effetti si ha la vaga sensazione che l’astuta e potente diplomazia turca sia riuscita nella sua impresa ed abbia dettato le sue pre-condizioni costringendo l’impotente diplomazia Armena alla resa dopo un lungo braccio di ferro durato 17 anni. In effetti una delle pre-condizioni poste dal governo di Ankara per la riapertura delle proprie frontiere, chiuse unilateralmente dal 1994, riguardava la rinuncia da parte armena alle  rivendicazione della verità storica del genocidio.

 

L’altro argomento riguarda la questione del Nagorno Karapagh per il quale il Presidente armeno ha assicurato che lo stesso non è oggetto di trattative e nei protocolli non vi è alcuna traccia. Ma anche su questo argomento la Diaspora è scettica.

 

 Innanzitutto perché il protocollo contempla un passaggio alquanto delicato dove impegna le parti alla “non ingerenza negli affari interni degli altri stati”. Si parla esplicitamente di altri stati (es. Azerbaigian)  e non degli stati firmatari dei protocolli. Il che potrebbe anche implicare che la questione del Nagorno Karabagh è un affare interno dell’Azerbaigian e l’Armenia si impegna a rispettare le sue decisioni.

Perché non si è voluto fare cenno al conflitto del Nagorno Karabagh?  Non è che il governo turco abbia evitato l’argomento per non compromettere le sua eterna amicizia con l’alleato azero? O è un modo per  mandare segnali di assicurazione ad  Aliev & C. ? Una volta siglato il protocollo l’Armenia sarà ancora all’altezza di contrastare la politica turco-azera o sarà costretta, suo malgrado, a cedere anche su questo fronte magari in cambio di qualche promessa economica? E se la redazione dei protocolli è un affare riservato a Turchia ed Armenia, perché si parla di altri stati?

 

L’altro tema molto sentito per il popolo della Diaspora riguarda gli attuali confini tra la repubblica armena e quella turca.

 

La maggior parte dei figli degli esuli (8 milioni) sono originari di città e paesi che sono oggi sotto il dominio turco e pretendono, se non la restituzione delle terre, almeno un risarcimento morale (in qualche caso anche materiale ed economico) dei danni e delle privazioni subite dai loro avi.

A questo riguardo il Presidente armeno ha sostenuto che la questione non può essere messa in discussione  in quanto, sin  dalla nascita della Repubblica Armena nel 1991, Yerevan ha già aderito a numerosi istanze internazionali ed ha siglato ed accettato i relativi trattati che stabiliscono gli attuali confini. Aggiungendo che i confini attuali sono la conseguenza del genocidio e qualsiasi modifica in tal senso potrà realizzarsi solo dopo il riconoscimento del genocidio da parte della Turchia. Cioè mai? La Turchia ha preteso e ottenuto (altrimenti non si spiegherebbe il perché) di prevedere una sottocommissione con il compito di valutare “scientificamente” “la portata storica” del genocidio e non vi è alcun dubbio, visto che non si fa alcuna menzione, che la tempistica delle conclusioni potrebbe anche durare all’infinito.

 

 

Si sta correndo il serio  rischio di dar ragione alla Turchia ed al suo obiettivo di spaccare in due il popolo armeno rendendolo inoffensivo e debole, riducendolo a due entità staccate, una sorta di un nuovo annientamento morale: i Hayasdantsi (cioè coloro che vivono in Armenia ed hanno la cittadinanza del paese) circa 3 milioni, e gli Spurki Hayer - Armeni della Diaspora che contano quasi otto milioni.          

 

Per questo, costruttivamente e con senso di responsabilità, diciamo VOTCH – NO all’attuale testo dei protocolli e chiediamo  la loro modifica. O quanto meno che qualcuno ci spieghi concretamente quali saranno le dirette conseguenze di questa firma.

La Redazione

www.comunitaarmena.it


 

PROTOCOLLO SULLO STABILIMENTO DI RELAZIONI DIPLOMATICHE TRA LA REPUBBLICA DI ARMENIA E LA REPUBBLICA DI TURCHIA

La Repubblica di Armenia e la Repubblica di Turchia,

 desiderando stabilire buone relazioni di vicinato e sviluppare la cooperazione bilaterale nei campi politici, economici, culturali ed altri per il beneficio dei loro popoli, così come  evidenziato nei Protocolli sullo sviluppo delle relazioni firmati nello stesso giorno,

 riportandosi ai loro obblighi sotto la Carta delle Nazioni Unite, l’Atto finale di Helsinki, la Carta di Parigi per la nuova Europa,

 riconfermando  il loro impegno, nelle loro relazioni bilaterali ed internazionali, a rispettare ed assicurare rispetto per i principi di uguaglianza, sovranità, non ingerenza negli affari interni degli altri stati, integrità territoriale e inviolabilità delle frontiere,

 rammentando l’importanza della creazione ed il mantenimento di un’atmosfera di speranza e di fiducia tra i due paesi che contribuirà al rafforzamento di pace, di sicurezza e stabilità dell’intera regione, come pure essendo determinati ad astenersi dalla minaccia dell’uso della forza, a promuovere accordi di pace delle controversie, e a proteggere i diritti umani e le libertà fondamentali,

 confermando il reciproco riconoscimento dei confini esistenti tra i due paesi così come definiti dai rilevanti trattati di diritto internazionale,

 evidenziando la loro decisione di aprire la frontiera  comune,

 reiterando il loro impegno ad astenersi dal perseguire qualsiasi politica incompatibile con lo spirito di relazioni di buon vicinato,

 condannando tutte le forme di terrorismo, violenza ed estremismo senza badare alla loro causa., impegnandosi ad astenersi dall’incoraggiare e tollerare tali atti a  cooperare nel combattere contro di essi,

 affermando la loro volontà a creare un nuovo disegno e un nuovo campo per le loro relazioni sulla base di comuni interessi, buona volontà e nell’obiettivo della pace, reciproca comprensione ed armonia,

 concordano di stabilire relazioni diplomatiche secondo la data di entrata in vigore di questo Protocollo in accordo con la Convenzione di Vienna delle Relazioni Diplomatiche del 1961 e lo scambio di missioni Diplomatiche.

 Questo Protocollo ed il Protocollo di Sviluppo delle Relazioni Bilaterali tra la Repubblica di Armenia e la Repubblica di Turchia entreranno in vigore nello stesso giorno, per esempio nel primo giorno del primo mese seguente lo scambio degli strumenti di ratifica.

 Firmato in … il … in copie autentiche in armeno, turco ed inglese in duplicato. In caso di divergenze di interpretazione, prevarrà  il testo inglese..

 

 

PROTOCOLLO SULLO SVILUPPO DI RELAZIONI TRA LA REPUBBLICA D’ARMENIA E LA REPUBBLICA DI TURCHIA

La Repubblica d’Armenia e la Repubblica di Turchia,

 guidate dal Protocollo firmato in pari giorno sullo Stabilimento di Relazioni Diplomatiche tra la Repubblica d’Armenia e la Repubblica di Turchia,

 considerando le prospettive di sviluppo delle loro relazioni bilaterali, basate sulla fiducia ed il rispetto dei loro reciproci interessi,

 determinando di sviluppare e migliorare loro relazioni bilaterali, nei settori politici, economici, energia, trasporti, scientifici, tecnici, culturali  ed in altri campi, basati sui comuni interessi di entrambi i paesi,

  sostenendo la promozione della cooperazione tra i due paesi nelle organizzazioni internazionali e regionali, specialmente nell’ambito delle nazioni Unite, dell’OSCE, del Consiglio d’Europa, del Consiglio di partnerariato euro atlantico e della BSEC,

 tenendo in conto i comuni scopi di entrambi gli stati di cooperare per accrescere la stabilità e la sicurezza regionale ed assicurare il democratico e sostenibile sviluppo della regione,

 reiterando il loro impegno per la pacifica risoluzione delle controversie regionali ed internazionali e dei conflitti sulla base delle norme e dei principi della legge internazionale,

 riaffermando la loro prontezza a sostenere attivamente le azioni della comunità internazionale rivolte contro le minacce alla comune sicurezza nella regione ed alla stabilità e sicurezza mondiale, quali il terrorismo, i crimini organizzati transnazionali, traffico illecito di droga ed armi,

 

 1.concordano di aprire la comune frontiera entro 2 mesi dopo l’entrata in vigore di questo Protocollo,

 2.concordano di

condurre regolari consultazioni politiche tra I Ministri degli Affari Esteri dei due paesi;

 perfezionare il dialogo sulla dimensione storica (historical dimension) allo scopo di ristabilire reciproca fiducia tra le due nazioni, includendo un esame scientifico imparziale dei documenti storici e degli archivi per definire i problemi  esistenti e formulare consigli;

 fare il miglior uso possibile degli esistenti trasporti, comunicazioni ed infrastrutture energetiche e reti tra i due paesi, e sottoporre misure a questo riguardo;

 sviluppare il contesto legale bilaterale per promuovere la cooperazione tra i due paesi;

 cooperare nei campi della scienza e della educazione mediante l’incoraggiamento delle relazioni tra le appropriate istituzioni come pure promuovendo lo scambio di specialisti e studenti, e agire con lo scopo di preservare l’eredità culturale di entrambe le parti e lanciando comuni progetti culturali;

 stabilire cooperazione consolare in accordo con la Convenzione di Vienna sulle Relazioni Consolari del 1963 per provvedere alla necessaria assistenza e protezione dei cittadini dei due paesi;

 prendere concrete misure per lo sviluppo del commercio, turismo e cooperazione economica tra i due paesi;

 impegnarsi in un dialogo e in un rafforzamento della loro cooperazione sulle tematiche ambientali.

 Concordano di stabilire una commissione bilaterale intergovernativa che comprenderà separate sotto commissioni per la pronta attuazione  degli impegni menzionati nel paragrafo operativo 2 sopra riportato in questo Protocollo. Per preparare le modalità di lavoro della commissione intergovernativa e delle sue sotto commissioni, un gruppo di lavoro presieduto dai due Ministri degli Affari Esteri sarà creato due mesi dopo il giorno seguente l’entrata in vigore di questo Protocollo. Entro 3 mesi dopo l’entrata in vigore di questo protocollo, queste modalità saranno approvate a livello ministeriale. La commissione intergovernativa si riunirà per la prima volta immediatamente dopo l’adozione delle dette modalità. Le sotto commissioni inizieranno il loro lavoro al più presto un mese dopo e lavoreranno ininterrottamente fino al completamento del loro mandato. Dove opportuno, esperti internazionali prenderanno parte alle sotto commissioni.

Calendario ed elementi concordati da entrambe le parti per lo sviluppo di questo Protocollo sono riportati nel documento allegato che è parte integrante di questo Protocollo.

 Questo Protocollo ed il Protocollo per lo Stabilimento delle Relazioni Diplomatiche tra la Repubblica di Armenia e la Repubblica di Turchia entreranno in vigore nello stesso giorno, per esempio nel primo giorno del primo mese successivo allo scambio degli strumenti di ratifica.

 Firmato in … il … in copie ….