Imperia 27.01.2015  Un genocidio da ricordare

IMPERIA. GIORNO DELLA MEMORIA. MARTED═ 27 GENNAIO ALLO SPAZIO VUOTO L’INCONTRO “ARMENIA 1915-2015. UN GENOCIDIO DA RICORDARE”

Incontro con il Prof. Aldo Ferrari organizzato dall’associazione culturale
Apertamente con il patrocinio dell’Istituto Storico della Resistenza

di Redazione

Martedý 27 gennaio 2015 alle ore 20.45, presso lo Spazio Vuoto,via Bonfante 37, l’Associazione Culturale ApertaMente, con il patrocinio dell’Istituto Storico della Resistenza, organizza un incontro con il Prof. Aldo Ferrari dal titolo “Armenia 1915 – 2015. Un genocidio da ricordare”.

Nel corso della serata, Livia Carli e Gianni Oliveri leggeranno alcuni brani tratti da opere letterarie che riguardano la questione armena.

Aldo Ferrari insegna Lingua e Letteratura Armena, Storia del Caucaso e della Cultura Russa presso l’UniversitÓ Ca’ Foscari di Venezia. Per l’Istituto degli Studi di Politica Internazionale (ISPI) dirige i Programmi di Ricerca su Russia, Caucaso e Asia Centrale. E’ presidente dell’Associazione per lo Studio in Italia dell’Asia centrale e del Caucaso (ASIAC) e autore di numerose pubblicazioni sull’argomento.

Il tentativo di annientamento dell’ intero popolo armeno, che aveva avuto prodromi a fine Ottocento con uccisioni e deportazioni, fu definito e messo in atto dalla Turchia in concomitanza con lo scoppio della prima guerra mondiale. Inizialmente furono decimati gli uomini arruolati nell’esercito, mandati in avanscoperta sui fronti caucasici di guerra. Poi tocc˛ all’elite intellettuale e imprenditoriale e infine si pass˛ alle deportazioni di massa verso territori desertici di vecchi donne e bambini, che vennero lasciati morire di fame e di sete, non prima di aver subito angherie di ogni genere lungo il percorso. CrudeltÓ spaventose, inflitte senza distinzione di etÓ e genere.

Nella vicenda tragica del genocidio armeno ci˛ che colpisce non Ŕ solo l’entitÓ dei morti, (circa un milione e mezzo), ma l’ostinazione con la quale la Turchia, ancora oggi, rifiuta di riconoscerlo come tale. Molti intellettuali e letterati per aver trattato in Turchia di questo genocidio hanno subito processi e condanne e alcuni sono stati costretti l’esilio. Lo stesso Pahmuk, premio Nobel per la letteratura, ha avuto problemi per questo motivo.

Il genocidio del popolo armeno Ŕ stato riconosciuto ufficialmente da 21 Stati tra cui la Russia e da varie organizzazioni internazionali: la Commissione ONU per i crimini di guerra, il Parlamento Europeo e il Consiglio ecumenico delle Chiese.

Infine Papa Francesco, messa da parte la prudenza diplomatica, ha dichiarato che senza dubbio “quello degli armeni Ŕ stato il primo genocidio del XX secolo” e il 12 aprile 2015 celebrerÓ una Messa per il centenario.

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