Armenia, il primo grande olocausto moderno – Azad Vartanian racconta la geografia e la storia del suo popolo – Corriere delle Alpi 22.09.09

Sepolta nel dimenticatoio per un sacco di tempo, la questione del genocidio del popolo armeno è stata riscoperta dall'opinione pubblica ed è nuovamente oggetto di discussione in questi ultimi anni per diverse ragioni. Esiste dapprima una motivazioni politica e di attualità: dovesse essere invitata in un futuro non lontano a fare parte dell'Unione Europea, come si augurano in molti, la Turchia del terzo millennio dovrebbe in primo luogo sentirsi moralmente obbligata ad assumersi la responsabilità storica del primo, grande olocausto dell'età contemporanea.

In secondo luogo, le avversità subite dagli Armeni sotto il governo dei Giovani Turchi negli anni del primo conflitto mondiale sono state di recente rievocate in una serie di opere divulgative di successo quali ad esempio La masseria delle allodole di Antonia Arslan, l'omonima pellicola dei fratelli Taviani o il libro a fumetti Medz Yeghern, Il Grande Male di Paolo Cossi. Grazie a questi lavori editoriali il pubblico comincia oggi ad intuire il significato e l'entità di questa tragedia: il genocidio di quasi un milione e mezzo di Armeni fu un segnale non ascoltato, la prova generale dei grandi orrori avvenuti in Europa negli anni compresi tra le due guerre mondiali.

Sulla scia di queste opere arriva ora tra gli scaffali delle librerie Armenia misteriosa - Masis, la madre degli Armeni dell'esordiente Azad Vartanian, dato alle stampe per iniziativa della casa editrice Nuovi Sentieri di Belluno. L'autore, di formazione e residenza veneta con radici familiari armene, già dalle prime pagine del libro ribadisce con forza la tesi dell'attualità e dell'importanza della memoria storica degli eventi: «Di genocidio degli Armeni, come il primo genocidio di epoca moderna si è già parlato. Ma è bene non smetterne di parlarne, poiché la memoria serva da monito alle nuove generazioni che popolano la Turchia, futuro membro della Comunità Europea, ed anche per gli altri popoli».

Dentro Armenia misteriosa non si parla tuttavia soltanto di storia e di eventi luttuosi. Mediante un'accurata conoscenza diretta dei territori descritti, unita ad una vasta e completa documentazione fotografica ed iconografica, Vartanian offre al lettore anche un significativo inquadramento geografico e culturale dell'Armenia "storica". Si comincia ad esempio dalla regione del monte Ararat, cuore pulsante della coscienza nazionale e della cultura armena, la grande montagna già protagonista del racconto biblico che ospita sui propri fianchi vestigia storiche di popoli antichissimi; si prosegue con una trattazione della flora e della fauna tipiche dell'altopiano anatolico, delle risorse naturali e delle caratteristiche geologiche, per passare infine all'esposizione di usi e costumi propri delle diverse civiltà che hanno abitato la zona.

L'olocausto armeno rappresenta ad ogni modo la chiave di volta intorno alla quale Azad Vartanian ha impostato la struttura del libro. Come già anticipato nelle note di copertina, l'autore ha incluso nel testo numerosi documenti fotografici inediti che ricostruiscono con serietà storiografica il dramma delle fosse comuni. Nel testo si fa anche luce sull'indifferenza delle cancellerie europee nei confronti della tragedia imminente, con particolare riferimento alla Germania dell'impero guglielmino: «Molti ufficiali tedeschi, dunque, vedevano! Ma pare che non solo vedessero. Da ciò che si vedrà in seguito, molti graduati di Guglielmo II, quando anni dopo si ritrovarono a combattere per il Terzo Reich, avevano ben imparato come ridurre al nulla la volontà dell'individuo, e come far sparire un intero popolo!»

Dopo un'introduzione firmata dalla scrittrice Antonia Arslan, Armenia misteriosa ospita anche una presentazione di Padre Gomidas, del convento dei frati mechitaristi di San Lazzaro a Venezia. «Ma a cosa serve tutto questo per gli uomini di oggi?», si interroga il religioso nel suo intervento: «Dopo quasi cent'anni, riusciranno a vedere la propria immagine oppure continueranno ad immolare i propri simili sugli altari della discordia e dell'odio?» Concorderebbe forse con questo punto di vista anche il cantante ed attore di origine armena Charles Aznavour, che in una pellicola del 2002 ebbe ad esprimere questo interrogativo: «Che razza di umanità è che ci odia fino a questo punto e con che coraggio insiste nel negare il suo odio, finendo così per farci ancora più male?»
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Titolo: ARMENIA MISTERIOSA - Masis, la madre degli Armeni
Autore: Azad Vartanian
Editore: Nuovi Sentieri, Belluno, luglio 2009.
Prefazione di Antonia Arslan