“The Gurdjief Folk Instruments Ensemble” per la Prima Volta in Italia. Comunicato Stampa

COMUNICATO STAMPA

PER LA PRIMA VOLTA IN ITALIA

“THE GURDJIEFF FOLK INSTRUMENTS ENSEMBLE”

Due sole date italiane, a Roma e Venezia, per il gruppo musicale diretto da Levon Eskenian in tournee europea che ripercorre la raffinata ricerca musicale di George Ivanovitch Gurdjieff  considerato nel mondo occidentale uno dei principali maestri spirituali del ventesimo secolo.

I concerti seguono il percorso del disco “Music of Georges I. Gurdjieff “, un progetto musicale avvincente e interessante che riporta la musica di Gurdjieff alle sue fonti e la ricollega alle sue ispirazioni etniche attraverso uno straordinario repertorio musicale che si basa sulla musica da lui ascoltata durante  viaggi in Armenia, nel Caucaso, in Medio Oriente e in molte zone dell'Asia centrale, dell'India e dell'Africa del nord, dove poté entrare in contatto con una enorme quantità di musiche spirituali e tradizionali, di rituali e danze tradizionali.

The Gurdjieff folk instruments ensamble”, con l’ausilio di tipici strumenti musicali etnici, trascina il pubblico in una affascinante performance sempre in bilico tra la sacralità della musica religiosa armena ed il misticismo sufi.

 

A Roma: domenica 22 aprile ore 20, chiesa armena di san Nicola da Tolentino

 

A Venezia: martedì 24 aprile, ore 21, basilica dei Frari

 

 

>> Locandina

 


Levon Eskenian

 

Levon Eskenian è un musicista armeno nato in Libano nel 1978. Nel 1996 si è trasferito in Armenia, dove vive attualmente. Nel 2005 ha terminato gli studi al Conservatorio Statale Komitas di Yerevan studiando pianoforte col professor Robert Shugarov e conseguendo una laurea magistrale. Nel 2007 ha seguito un master post-lauream nella classe del professor Willy Sargsyan.  Ha studiato anche composizione, organo e improvvisazione al Conservatorio e  harpsichord in Austria  e in Italia con l'organista e clavicembalista  inglese Christopher Stembridge.

Una delle figure più attive nella vita musicale armena, direttore di alcune ensemble e istituzioni artistiche, ha suonato sia da solista che in gruppi di musica da camera con un repertorio che spazia dal primo barocco alla musica contemporanea in Europa, Medio Oriente e Armenia. Eskenian ha organizzato numerosi concerti, letture, corsi e festival in Armenia; è uno dei fondatori della “Naregatsi Chamber Music Society” con la sua orchestra da camera, e di piccole ensemble fondate per promuovere repertori raramente eseguiti di musica antica e contemporanea.

 

«Music of Georges I.Gurdjieff»

Il disco “Music of Georges I. Gurdjieff “ è un progetto musicale avvincente e interessante che riporta la musica di Gurdjieff alle sue fonti e la ricollega alle sue ispirazioni etniche.

 

 Gurdjieff, nato in Armenia all'inizio del 20° secolo, sviluppò il metodo dello Sviluppo Armonico dell'Uomo durante i suoi numerosi viaggi  alla ricerca della verità in Armenia, nel Caucaso, in Medio Oriente e in molte zone dell'Asia centrale, dell'India e dell'Africa del nord dove poté entrare in contatto con una enorme quantità di musiche spirituali e tradizionali, di rituali e danze tradizionali e sviluppare uno straordinario repertorio musicale basato sulla musica da lui ascoltata

Levon Eskenian si spinge oltre le note stampate e guarda alle tradizioni musicali che Gurdjieff ha incontrato durante i suoi viaggi.

I brani raccolti da Eskenian affondano le loro radici nella musica tradizionale e spirituale armena, greca, araba, curda, assira e caucasica, e i suoi ri-arrangiamenti sono stati fatti con lo scopo e il desiderio di preservarne l'autenticità. Questa è un'interpretazione rivelatoria che può donare all'ascoltatore un'esperienza in cui l’opera di Gurdjieff emerge prepotentemente, come se egli stesso suonasse i suoi strumenti orientali.

 

 

George Ivanovitch Gurdjieff

 (1866 (?) – 1949) Nato ad Alessandropoli  (Gyumri), Armenia, è considerato nel mondo occidentale uno dei principali maestri spirituali del ventesimo secolo.

Le esperienze della sua infanzia suscitarono in lui uno sconfinato bisogno di comprendere il mistero dell'esistenza umana. Dopo essersi preparato studiando scienze e religione  estese i suoi interessi anche nel campo della medicina, della musica, della psicologia e della teologia. Insieme a un gruppo di compagni, “I Cercatori di Verità”, intraprese una ricerca al fine di comprendere lo scopo e il significato della vita sulla terra, e, in particolare, il posto dell'uomo nel cosmo.

La sua ricerca cominciò in Armenia e proseguì attraverso il Medio Oriente, l'Asia Centrale, l'India e il Nord Africa mettendolo in contatto con una miriade di danze tradizionali e musiche popolari, con confraternite cristiane, monaci buddhisti, maestri Sufi e Dervisci. Dopo vent'anni tornò in occidente con un insegnamento il cui scopo era ciò che lui chiamò “lo sviluppo armonico dell'uomo”.

Gurdjieff cercò di trasmettere le sue idee mediante diversi strumenti, tutti necessari e complementari, che includevano: 1. la fondazione di diversi istituti, come quello per lo Sviluppo Armonico dell'Uomo allo Chateau du Prieurè presso Fontainebleau; 2. il lavoro con piccoli gruppi e preparare in maniera diretta gli allievi; 3.la creazione di ginnastiche sacre estremamente elaborate (chiamate attualmente “movimenti”);  4. la redazione di  “Dieci libri in tre serie” (“I racconti di Belzebù a suo nipote – Critica oggettivamente imparziale della vita dell'Uom”, “Incontri con uomini straordinari”, “La vita è reale solo quando Io sono”.

La formazione musicale di Gurdjieff non fu superficiale. Suo padre era un ashough (o trovatore)  molto conosciuto nelle regioni circostanti Gyumri, la capitale culturale armena, e anche altrove. Gurdjieff stesso riconobbe le profonde impressioni evocate in lui dalle lunghe serate trascorse ascoltando leggende e vicende epiche narrate e cantate da suo padre.

Da giovane  fu un cantore di talento e si esibì nel coro della chiesa della Accademia militare di Kars. Inoltre, spesso  accompagnava le danze sacre e i movimenti con la chitarra e nei suoi ultimi anni improvvisava con l'harmonium per i suoi allievi.

L'interesse e la conoscenza di Gurdjieff nei confronti della musica tradizionale erano molto profondi, convinto che la musica di una determinata cultura servisse sia a preservare che a rivelare le caratteristiche essenziali di quella cultura, e che potesse trasmettere significati profondi radicati nella tradizione. Con una straordinaria capacità di ricordare le intricate melodie orientali che aveva sentito durante i suoi viaggi, negli anni Venti compose circa 300 brani e frammenti per piano dettandoli al suo allievo Thomas de Hartmann, compositore e pianista russo. I pezzi musicali di Gurdjieff hanno la vitalità e la spontaneità dell'improvvisazione pura, pur rimanendo, allo stesso tempo, profondamente radicati nelle antiche tradizioni orali.

E' importante notare che le tradizioni musicali orientali sono profondamente caratterizzate da degli strumenti musicali unici, e gli strumenti orientali, combinandosi tra di loro in maniera singolare, sono in grado di produrre intervalli microtonali, ritmi e altre sfumature essenziali. Ne collezionò molti, conservati al Chateau du Prieuré a Fontainebleau in Francia e utilizzati per esecuzioni autentiche di musiche e danze tradizionali.

La sua produzione musicale può essere suddivisa in tre periodi distinti. Il primo periodo include la musica composta per il balletto mai completato “La lotta dei Maghi” e orchestrazioni per le performance pubbliche a Parigi e negli Stati Uniti nei primi anni '20. Il secondo periodo comprende essenzialmente la musica per pianoforte e fu quasi interamente dettata da Gurdjieff al suo allievo in un lasso di tempo di circa tre anni cominciato nel 1924, subito dopo un drammatico incidente con l'automobile, e finito nel 1927. Dopo questo periodo, Gurdjieff non riprese mai più questo metodo di composizione. Anche se praticamente sconosciuta al pubblico per diversi decenni dopo la sua morte,  questa musica  in seguito si diffuse sempre più grazie a numerose registrazioni, rese possibili dai quattro volumi di partiture pubblicati da Schott. Il terzo periodo comprende le improvvisazioni all'harmonium che Gurdjieff era solito condividere con i suoi allievi nella seconda metà degli anni '40, fino alla sua morte nel 1949. Questi brani sono arrivati fino ad oggi grazie a delle registrazioni fatte in quegli anni.