Nel Giorno della Memoria, Bari ricorda anche il genocidio degli Armeni 24.01.2015

Per non dimenticare, dall’Olocausto degli Ebrei, al genocidio degli Armeni, anche il Politecnico di Bari celebra la “Giornata della Memoria”

Le Nazione Unite hanno stabilito che ogni anno, il 27 gennaio, fosse celebrato nel mondo il Giorno della Memoria, giorno della liberazione dei prigionieri del campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau (Oswiecim, Polonia), diventato simbolo universale del lager e della sopraffazione. Tra il 1940 e il 27 gennaio 1945, giorno in cui l’Armata Rossa fece, per prima, l’ingresso nel pi¨ grande lager di sterminio nazista, hanno trovato la morte nelle camere a gas oltre 1,5 milioni di persone, in prevalenza ebrei ma anche polacchi, russi, zingari e pi¨ di venti altre nazionalitÓ.

Ma Auschwitz rappresenta anche altri olocausti, come ad esempio il genocidio degli armeni (circa 1,5 milioni), praticato dai turchi dell’impero Ottomano, soprattutto tra il 1915 e il 1916 e che quest’anno, il 24 aprile, sarÓ ufficialmente ricordato in occasione del centenario. Il primo esule armeno ad arrivare a Bari, nel 1913, fu Hrand Nazariantz (1886 ▄skŘdar – Costantinopoli; 1962 Casamassima – Bari), poeta, scrittore, patriota. E nel 1926 con Regio Decreto, i profughi armeni fuggiti dal genocidio fondarono il villaggio di Nor Arax (Aras Ŕ il fiume pi¨ lungo dell’Armenia che scorre al confine con la Turchia) su un’area dove oggi transita via Amendola, ndr -. Tra le prime attivitÓ lavorative svolte dalla comunitÓ, la tessitura al telaio di tappeti – la maggior parte degli armeni proveniva dall’Anatolia, i cui tappeti sono tutt’oggi molto ricercati dai mercati occidentali – e la produzione di merletti.

Per non dimenticare, nell’aula magna “Attilio Alto” del Politecnico di Bari (campus universitario) sarÓ celebrata lunedý, 26 gennaio, ore 10:00, la “Giornata della Memoria”.

Interverranno: Eugenio di Sciascio, Rettore Politecnico di Bari; Paola Romano, l’assessore alle Politiche Giovanili del Comune di Bari; Paola Petruzzelli, dirigente scolastica Istituto Majorana; Michele Bellino, direttore del Museo Diocesano di Bari; Rosalia Chiarappa giornalista; Cosma Cafueri presidente dell’Associazione H. Nazariantz; Salvatore Alletto, cappellano del Politecnico di Bari; Giuseppe Di Bari presidente dell’Associazione Fotografi di Strada; Pio Meledandri, direttore Artistico Museo Fotografia Politecnico di Bari.

Al termine degli interventi sarÓ inaugurata una mostra nella sala del Museo della Fotografia con le opere realizzate da tre artisti: Tiziana Bellanova, “Never forget”, che presenterÓ le immagini di due campi di concentramento, quello di Auschwitz e di Birkenau (conosciuto anche come Auschwitz II), Il terzo, il campo di concentramento di Sachsenhausen, trentacinque chilometri a nord di Berlino, sarÓ rappresentato nelle immagini di Annarita Fucilli, “Il rumore del silenzio”. Durante l’oppressione nazista questo campo, ospitava un alto numero di prigionieri omosessuali, i cosiddetti ”triangoli rosa”, che vennero imprigionati e uccisi e la cui storia Ŕ ancora oggi poco conosciuta. Franco Altobelli, presenterÓ infine, “IdentitÓ violate”, una serie di lavori su carta intelata utilizzando immagini fotografate direttamente da un documentario sui campi di concentramento.

L’iniziativa Ŕ curata dal Museo della Fotografia del Politecnico di Bari.

 

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