Presentazione dei volumi "La storia del Cristianesimo 1878 - 2005"  (Akhtamar On-Line)

La recente scomparsa di Sua Santità Giovanni Paolo II e le numerose successive ricostruzioni del suo lungo pontificato hanno risvegliato interrogativi sul ruolo della religione e della Chiesa nell’epoca contemporanea. Nonostante la perdita del suo potere temporale nel 1870, la Chiesa ha continuato a  partecipare in maniera decisa ai rapidi processi di trasformazione della società moderna.

La comprensione dei cambiamenti repentini degli ultimi anni richiedono un’attenta rilettura della storia del Novecento che non può prescindere dalla storia del cristianesimo perchè come scrive il cardinal Angelo Scola nella prefazione del primo volume “al di là del vertiginoso processo di secolarizzazione che si è radicalizzato lungo il secolo sorso, non si può pensare di scrivere la storia dell’Occidente escludendo le variegate vicende della comunità cristiana”.

 

Per rispondere a tale esigenza il settimanale Famiglia Cristiana allega a partire da giovedì 27 ottobre La Storia del Cristianesimo 1878-2005 quattordici volumi tematici che illustrano le pagine più recenti della storia del cristianesimo.

L’iniziativa è stata presentata da Giuliano Amato, Mons. Bruno Forte, Elio Guerriero, Andrea Riccardi e coordinata da Marco Impagliazzo, martedì 18 ottobre nella Basilica di Santa Maria in Trastevere. 

 

Gli organizzatori hanno deciso di aprire l’incontro con le suggestive note dei canti armeni eseguiti dal coro del Pontificio Collegio Armeno e delle Suore dell’Immacolata Concezione, diretti dal maestro Robert Attarian e accompagnati da Christine Jeangey, in omaggio alla chiesa armena che ha testimoniato nel 1915 la propria fede con il martirio.

 

Al ricordo di tali avvenimenti da parte di Marco Impagliazzo il pubblico, tra cui spiccavano numerose autorità ecclesiastiche, civili e politiche, ha risposto con uno spontaneo applauso.

 

 

La serata dopo gli interventi delle autorità, durante i quali  è stato ricordato anche il  pluripremiato libro di Atonia Arslan  è stata conclusa sempre con i suggestivi canti armeni.

 

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