Venezia 2000 - di Varoujan Aharonian

Anche quest’anno, così come accade da 15 anni, si è svolto a Venezia il corso intensivo di lingua e cultura armena diretto e organizzato dal Prof. Boghos Levon Zekiyan in collaborazione con l’Università degli studi di Venezia Ca’ Foscari; ed è stata l’ occasione per celebrare il 15° anniversario di questa importantissima attività ormai consolidatasi negli anni. Ringraziandolo della disponibilità concessa riportiamo l’ intervista che il Prof. Zekiyan ci ha rilasciato.

 

Quest’ anno si è celebrato il 15 anniversario del corso: Prof. Zekiyan, ripercorrendo questi quindici anni, cosa sente di aver dato e ricevuto da questo corso ?

Certamente molto. Attraverso il tempo, la passione, una forza notevole e la perseveranza si è riusciti a creare un qualcosa di veramente straordinario. Sicuramente il tempo è stato un fattore rilevante perché l’organizzazione di questo corso ne ha richiesto molto ma alla fine il risultato è senza dubbio gratificante. E’ un appuntamento, quello del corso estivo, che non vuol essere semplicemente un momento di conservazione museale della lingua e della cultura armena ma piuttosto una conservazione dinamica nella possibilità di cogliere il segno dei tempi in una prospettiva di confronto con le altre culture.

Il motivo per cui ha intrapreso questa

avventura quindici anni fa è lo stesso che oggi la spinge a continuare o sono subentrati  altri fattori ?

Quest’anno, proprio in occasione del quindicesimo anniversario, il riconoscimento pervenuto al corso tramite lettera da parte del Presidente della Repubblica Armena Robert Kocharyan ed anche la presenza di importanti personalità quali il rettore dell’Università statale di Erevan l’accademico Radik Mardirossian e il vicepresidente dell’Accademia Nazionale delle Scienze d’Armenia l’accademico Vladimir Barkhudarian testimonia del loro apprezzamento verso il corso e ciò rappresenta sicuramente la consapevolezza di aver raggiunto un traguardo importante; una lettera, quella inviata dal Presidente Kocharyan tanto imprevista che ci ha riempiti tutti di gioia e soddisfazione che di fatto attesta al corso un indubbio valore culturale ed educativo.

 

Il corso, durante questi anni ha avuto un modello didattico ben preciso, con la partecipazione di numerosi studiosi e professori provenienti dall’ Italia e dall’estero. Ma il corso ha anche un proprio costo di organizzazione: com’è riuscito a conciliare il fattore culturale con quello economico ?

Innanzitutto dico che questa attività culturale non è misurabile in termini commerciali perché l’immensa soddisfazione che il corso fornisce a chi vi insegna e a chi vi partecipa non è economicamente valutabile;la partecipazione a questo corso di Venezia 

poi, risulta un momento di grande  aggregazione poiché sono presenti persone che rappresentano l’armenità da tutto il mondo (solo per citare alcuni paesi dico Francia, Canada, Stati Uniti, Turchia e quest’anno anche dal Nagorno Karabagh).

Posso anche affermare che questo corso è paragonabile ai migliori perché si dota di un corpo docente ottimo. Ogni anno poi professori e studiosi forniscono al corso un elemento scientifico di altissimo valore e questo consente a tutti i partecipanti un ulteriore arricchimento culturale.

E’ anche vero comunque che molti studiosi e professori hanno frequentato il corso di Venezia e mi riferisco ad esempio a Valentina Calzolari, docente di armenistica, a Giusto Traina, professore di storia romana, a Virgil Strohmeyer e Herman Goltz. 

Per quanto riguarda il modulo didattico, durante tutti questi anni non è cambiato molto ma una politica di fondo e di strutturazione la si è avuta a partire dagli anni 94/95; certamente il corso vorrebbe poter essere composto dal maggior numero possibile di studenti, purtroppo però ciò non è possibile e lo si è notato quando un anno i frequentanti al corso erano cinquantacinque. A mio parere la media ideale di partecipanti sarebbe di circa quaranta persone suddivise in quattro gruppi a seconda del livello ma anche se volessi aumentare il numero dei partecipanti dovrei comunque tener conto delle spese economiche.

Proprio questo aspetto ha talvolta vincolato delle scelte sull’ insegnamento come ad esempio il fatto di approfondire in certi anni maggiormente l’arte piuttosto che la musica. Quindi l’aspetto economico non è affatto da sottovalutare anche perché i fondi sostenuti dal mondo armeno sono una minima cosa rispetto a ciò che ha dato l’università di Venezia e se tutto questo per un verso dispiace dall’altro fa anche arrabbiare. Durante questi quindici anni di corso si è riusciti a raccogliere come fondo armeno solamente $50.000; una cifra che purtroppo non sarebbe stata sufficiente da sola senza l’aiuto dell’università a colmare le numerose spese.

 

Un auspicio per il futuro ?

Certamente di essere in salute .Dio da vita e salute e l’uomo coltiva la terra.

Vorrei esprimere un ringraziamento all’Università di Venezia che in tutti questi anni ha sostenuto il corso non solo finanziariamente ma anche attraverso attestati di fiducia.

Il connubio fra corso universitario e corso estivo è importantissimo perché fa di Venezia un luogo privilegiato di coltivazione dell’unità armena testimoniato come già detto dal Presidente della Repubblica.

Un ultima riflessione ma che è anche una speranza è la possibilità al termine del mio insegnamento di garantire attraverso dei contributi a un posto di ricercatore per la sopravvivenza dell’armeno.

 

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akhtamar@comunitaarmena.it