1700° anniversario della Cristianizzazione dell'Armenia 301- 2001

Conversione del popolo armeno al cristianesimo e la fondazione della Chiesa Armena.

 

Il cristianesimo secondo un’antichissima tradizione, penetrò in Armenia direttamente per opera degli apostoli Taddeo e Bartolomeo.

L'impero Romano nella sua espansione ad Oriente aveva soggiogato anche la regione dell'Armenia; Il re Armeno Tiridate III verso la fine del  terzo secolo aveva appena riconquistato il trono d'Armenia, conformemente agli usi dell'epoca, volle rendere omaggio alla dea Anahite (Diana), che l'aveva aiutato nella difficile impresa.

Con lui offrirono doni tutti i cortigiani tranne Gregorio, che  giunto il suo turno, rifiutò, perché era cristiano, educato in Cesarea di Cappadocia.

Allora il re lo torturò per 25 giorni e lo rinchiuse nella fossa di “Khor Virap” (cella sotterranea) nella fortezza di Artashat, piena di rettili velenosi il cui solo nome terrorizzava i criminali più incalliti. Il Santo vi sopravvive invece miracolosamente per 13 anni.

Frattanto Tiridate III si innamorò della bella Hripsimé, che faceva parte di un gruppo di vergini che, scappate da Roma, dalle persecuzioni di Diocleziano, si erano rifugiate in Armenia al seguito della loro badessa Gayané; il re la scelse come sua sposa ma la giovane  si rifiutò poiché aveva scelto di consacrarsi al Signore; Tiridate sentendosi oltraggiato fece uccidere Hripsimé e tutte le sue compagne.

Poco dopo il sovrano fu colpito da una strana malattia, che nessuno era in grado di curare. Si narra che la sorella del sovrano, Khosrovitoukhd, udita in sogno una voce che le diceva che solo Gregorio sarebbe stato in grado di guarire il fratello, lo fece uscire dalla sua fossa “Khor Virap” dopo 13 anni di reclusione. Gregorio guarì il re, il quale si convertì al cristianesimo e si fece battezzare con tutta la sua corte dallo stesso Gregorio. Correva l’anno 301.

Animati di zelo per Cristo, il Re e l'Apostolo distrussero tutti i templi pagani e stabilirono i siti delle future Chiese. Gregorio fu consacrato in Cesarea e ritornò in Armenia come primo Catholicos della Chiesa Armena operandovi numerose conversioni.

Questo Santo, padre nella fede, è molto caro al popolo armeno ed il luogo in cui egli trascorse i 13 anni di prigionia è divenuto poi meta di pellegrinaggi, con proprio monastero e luogo di culto.

Dopo la conversione al cristianesimo, le vicende del popolo armeno sono una costante testimonianza di fedeltà a Cristo Signore ed alla Croce  anche a prezzo della vita. Al cristianesimo sono collegate non solo la sua storia e l'identità nazionale, ma anche la sua ricca cultura che è ben visibile nei vari campi in cui si è espressa: dalla letteratura alla storiografia, dalla musica alla miniatura, dall'architettura alla liturgia.

Ma forse, è, soprattutto, ad un simbolo il “KHATCHKAR” che è stata affidata la testimonianza della millenaria identità e tenace adesione alla fede cristiana.

Il Khatchkar (croce di pietra) di cui l'Armenia è disseminata, è la vera icona della spiritualità armena, ed è simbolo della sua identità. Il Santo Padre  durante l'udienza del 14 settembre 2000 ai pellegrini del Patriarcato Armeno Cattolico ricordava:

" … Le croci, di cui la vostra terra è disseminata, sono di pietra nuda, come nudo è il dolore dell'uomo … Il popolo armeno conosce bene la Croce: la porta incisa nel suo cuore. E il simbolo della sua identità, delle tragedie della sua storia e della gloria della sua rinascita dopo ogni evento avverso ".

La fedeltà a Cristo, è stata l’origine di sofferenze e di martirio in tutti i tempi della storia del popolo armeno.

Nella metà del V secolo, la Persia mazdeista, cercò di “assimilare” gli armeni tentando di imporre il culto del sole; Gli armeni però  opposero un secco rifiuto, che pagarono duramente con il martirio del Generale Vartan Mamikonian  e dei  suoi 1036 compagni (Vasn Groni yev Haireniatz – Per la fede e la patria)  battaglia di Avarayr nel 451.

La stessa fede e la stessa fedeltà a Cristo, sono state le cause della  risurrezione e della rinascita del popolo armeno. Il secolo XX, iniziato con il “grande male” il genocidio (il primo del ventesimo secolo) perpetrato nel 1915 dall’allora governo turco causando la morte di un milione e mezzo di armeni,  è finito con la creazione di una repubblica Armena libera e indipendente, al termine del secolo (1991).

 

Partecipazione della Chiesa Armena alle celebrazioni Giubilari del 2000 e prospettive per  il Giubileo Armeno del 2001.

La Chiesa Armena Cattolica ha partecipato alle celebrazioni giubilari del 2000 con 2 cerimonie:

a-  Commemorazione dei martiri del XX° secolo, al Colosseo, in cui sono stati ricordati i martiri della Chiesa Armena del 1915.

b-  Col rito di Antasdan (la benedizione delle quattro parti della terra) il 14 settembre, festa dell'Esaltazione della Santa Croce, con processione dalla Basilica di Santa Croce alla Basilica di S. Giovanni in Laterano.

 

Riguardo alle celebrazioni del 1700° del Battesimo d'Armenia :

-  Promulgazione nel febbraio scorso di una lettera pastorale da parte del Santo Padre, dedicata a questo evento giubilare.

-  Santa Messa Pontificale in rito armeno, presieduta dal Santo Padre, e celebrata da Sua Beatitudine Nerses  Pietro XIX, Catholicos Patriarca di Cilicia degli Armeni Cattolici, nella Basilica di San Pietro il 18 febbraio con la partecipazione di varie comunità armene del mondo; durante la cerimonia è stata consegnata al Catholicos – Patriarca la reliquia si S. Gregorio l’Illuminatore, custodita ad oggi nel famoso monastero di S. Gregorio l’Armeno a Napoli.

- Emissione di francobolli commemorativi dalle Poste Vaticane - 15 febbraio 2001.

- Beatificazione dell'Arcivescovo di Mardin Mons. Ignazio Maloyan: L'Arcivescovo Maloyan della Congregazione Patriacale di Bzommar, era Arcivescovo dei cattolici armeni di Mardin,  quando, nel 1915 - come in altre centinaia di città armene- la popolazione venne  deportata, torturata e massacrata. L'Arcivescovo Maloyan, prima del suo martirio con altri 14 sacerdoti, chiese di poter celebrare la messa ed assistere i sacerdoti: ciò affinché nessuno di loro venisse meno alla propria fede. Secondo molti testimoni il suo corpo emanò raggi di sole per 3 giorni consecutivi.

 

Non bisogna dimenticare inoltre che Sua Santità Giovanni Paolo II ha espresso la volontà di compiere una visita in Armenia, che potrebbe avvenire nell’autunno di quest’anno. Tale visita avrà un grande significato ecumenico e occasione di gioia e rinnovamento spirituale per tutto il popolo armeno.  

 

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