Il coro dei bambini armeni "Speghani" in visita a Roma dal 29/8 al 3/9 2004. (Akhtamar On-Line)

Ventisette per l’esattezza. Ventisette fanciulle di età tra i  9 e i 16 anni, volti angelici e sorrisi che sapevano di gioia e malinconia, e che dire delle voci: quelle voci cristalline, celestiali che hanno  rapito il centinaio di presenti toccando il profondo delle loro anime e dei loro cuori. Per un momento, per un istante si era come trasportati altrove. Il giardino dell’Eden doveva essere probabilmente così… 

Erano appena giunti a Roma, stanchi, sfiniti, dopo aver fatto tappa nella città di Arezzo dove avevano partecipato al Concorso Polifonico Internazionale “Guido d’Arezzo” classificandosi al secondo posto,  strappando anche lì mille e mille applausi da una platea incantata. Gomidas, Yegmalian, Mesrop Mashtoz, Khorenatsi sono alcuni dei nomi degli autori e compositori dei canti e delle musiche che hanno attraversato anni di storia e di cultura di un popolo millenario quali sono gli armeni. Anush, Ani, Nanor sono invece alcuni dei nominativi della bambine componenti il Coro “Speghani” (balsamo), Sarinè Avtandilyan è la Direttrice del coro, una donna di ferro, dolce come una madre, decisa come un comandante. 

Per alcuni di queste bambine è la prima volta che si è così lontani da casa e per così lungo tempo e la cosa non è affatto facile, sarà anche una terra ruvida e rocciosa l’Armenia, ma per loro, per quelle dolce creature e per migliaia di altre quella terra e quel focolare sanno di dolcezza, sanno di melograno, sanno di storia, di battaglie vinte e perse, sanno di pace e di speranza.

“L’armeno, carissimi, durante la sua storia, non ha conosciuto due cose: la fortuna e la disperazione…” con queste parole il Rev P. Ghevont Kendirdjian, Vice Rettore del Pontificio Collegio Armeno, ha introdotto il Concerto tenutosi dal Coro “Speghani” lunedì 30 agosto 2004 alle ore 19.00 presso la chiesa di S. Nicola  da Tolentino a Roma. “Abbiamo avuto poca fortuna. La nostra storia è piena di tragedie. Non c’è un secolo dove l’Armenia non ha gustato le barbarie degli uomini e le sciagure della natura…Spesso la storia ci ha circondato dalle tenebre, ma di fronte alle tenebre abbiamo sparso luce. Spesso la storia ci ha condotto alla disperazione, ma di fronte alla disperazione abbiamo sparso speranza.…”

  Erano presenti  oltre ad un folto numero di armeni della capitale anche l’Ambasciatore della Repubblica d’Armenia Dr. Ghagik Baghdassarian con la consorte, nonché una rappresentanza delle Suore Armene dell’Immacolata Concezione e il Rev. Padre Munzer Sukiassian.

  Dopo le parole introduttive, come d’incanto, una ad una sono entrate, fiere con i loro vestiti tradizionali. Via la stanchezza, il dovere e la professionalità li chiamava e loro non hanno esitato nemmeno un momento. E’ bastato un cenno della Direttrice e quelle dolce melodie toccanti svolazzavano creando un atmosfera surreale durata quasi due ore al termine delle quali è stato quasi difficile il risveglio.

Terminato l'incanto la macchina organizzativa si è messa in moto: bisognava badare a tutto: vitto, alloggio, spostamenti. Il coro è giunto a Roma un pò a sorpresa, ma è tutto bene quel che finisce bene e a Roma si sa, nella comunità armena ci sono persone che sanno affrontare qualsiasi difficoltà e imprevisto con i fatti e non con le parole. L’intraprendenza della Sig.ra Marilou Mekhitarian con l’immancabile sostegno del Sig. Kevork Ourfalian, l’insostituibile appoggio logistico e morale del Pontificio Collegio Armeno e delle Suore Armene nonché la fattiva collaborazione del Consiglio per la comunità armena di Roma e di alcuni volontari ed il generoso contributo economico di amici armeni e non ne sono la prova tangibile.

Sono stati 5 giorni memorabili, intensi con un’organizzazione improvvisata,  ma a dir poco perfetta. Le bambine durante le 5 giornate di permanenza a Roma hanno avuto modo di visitare la Capitale in lungo e in largo, percorrendo a piedi le vie del centro e contemplando le meraviglie della città eterna. Sono state ospiti per due serate consecutive al Pontificio Collegio Armeno dove hanno assistito anche ad uno spettacolo di magia. Per una intera giornata di svago  e giochi sono state ospitate nella dimora messa a disposizione dal Sig. Ourfalian. Hanno avuto modo poi di visitare Roma anche con un Pullman messo a disposizione dalla polizia di Stato, facendo tappa anche alle scuderie del Quirinale e a S. Pietro dove in presenza delle migliaia di turisti increduli hanno intonato il “Surp Surp”. La Sezione Armena della Radio Vaticana li ha ospitati per un’ intervista. Per un pomeriggio sono state ospiti delle Suore Armene dell’Immacolata Concezione. E prima di riprendere il treno che li riportava a Milano da dove avrebbero preso l’aereo per il ritorno a casa hanno avuto modo di fare un’ ultimo giro turistico con l’Autobus all’inglese messo a disposizione dall’ Atac di Roma facendo tappa a Fontana di Trevi per il lancio della monetina con la speranza e l’augurio che qualche desiderio prima o poi si avvererà.  

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