Turchia nell'UE: Mozione del Consiglio Regionale della Lombardia

PREMESSO

  • che la Turchia ha fatto domanda di ammissione all'Unione Europea;

  • che tale richiesta è condizionata all'adempimento di una serie di richieste riguardanti soprattutto il rispetto dei diritti civili;

  • che tra queste richieste non è previsto il riconoscimento da parte dello Stato turco del genocidio compiuto contro il popolo armeno nel corso della prima guerra mondiale;

  • che invece il riconoscimento del crimine compiuto e le conseguenti scuse rappresentano la certezza che anche le nuove generazioni turche sono consapevoli che le discriminazioni razziali e religiose sono da aborrire e che  il rispetto della dignità e della libertà dell'uomo è principio irrinunciabile per ogni Stato civile;

  • che anche la Germania ha riconosciuto il terribile genocidio compiuto ai danni degli Ebrei e che la Chiesa ha chiesto scusa per alcuni violenti eccessi compiuti da cristiani nei confronti di popolazioni appartenenti a culture e religioni diverse 

  • che le comprensibili riserve presenti in tanta parte dell'opinione pubblica riguardo all'opportunità di accettare nell'Unione Europea la Turchia che non molto ha in comune per storia e tradizione con l'europa, troverebbe ulteriore conferma;

  • nella convinzione che non debbano essere i soli armeni a pretendere dalla Turchia riconoscimento e scuse per il genocidio ma che di questo debbano farsi carico tutti i cittadini che credono nei principi di civiltà ai quali si ispira il mondo occidentale, dato che il genocidio non è stato un fatto che riguarda solo i turchi e gli armeni, ma  è stato un crimine contro tutta l'umanità;

Tutto ciò premesso

Il Consiglio Regionale della Lombardia

 

Impegna il Presidente della Giunta a farsi interprete di quanto sopra presso il Governo nazionale e a chiedere che il Governo italiano condizioni l'accettazione della Turchia nell'Unione Europea al riconoscimento da parte dello Stato Turco del genocidio compiuto contro il popolo armeno.

 

Firmato e sottoscritto dai Consiglieri di FI e AN

 

 

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