Gli armeni: un popolo in diaspora - Gli Armeni in Cina di Michèle Jeangey (Akhtamar n. 7)

Popolo di artisti e di abili commercianti, gli Armeni si spinsero sin dai tempi remoti lontani dalla loro madrepatria, a volte costretti dai conquistatori, altre attratti dal commercio… ma in un caso o in un altro rimasero sempre uniti alla loro identità nazionale, costruendo ove possibile realtà molto simili a quelle lasciate nella madrepatria. Dove la presenza armena era consistente venivano presto edificate chiese e circoli propri, scuole, centri sportivi o unioni di donne armene.  

       A rigor di termini non sarebbe del tutto esatto introdurre le vicende degli Armeni in Cina in questa rubrica dedicata alla realtà diasporica armena, poichè è opportuno specificare che non tutti gli studiosi concordano nel definire come "diaspora" la migrazione del popolo armeno avvenuta con la caduta dell'Armenia storica prima, e della Cilicia poi. Molti di loro definiscono "colonie" le comunità che si sono costituite in Europa e in Asia dal XIV secolo, e "diaspora" lo stato di dispersione proprio del popolo armeno all'indomani della strage del 1915, quando la massima parte del territorio armeno è stato spopolato della sua gente ed i superstiti si sono sparsi negli angoli più diversi del mondo.[1] Le prime migrazioni sono accomunate alle seconde nell'essere entrambe conseguenza di un avvenimento esterno, ciò che le differenzia è invece il numero di coloro che rimasero nella terra natia, ancora elevato alla vigilia del 1915.

       Le colonie armene non ebbero una funzione dominante se non sul piano economico. Infatti, anche quando gli Armeni raggiunsero i vertici della società nelle quali erano inseriti, la loro posizione non cambiò il fondamentale assetto politico, linguistico, culturale di dette società.

       Qualunque sia l'esatta definizione delle comunità che nacquero a seguito delle prime ondate migratorie, in questa rubrica interessa individuare: dove queste sono state costituite e quali rapporti ebbero con i governi ospitanti.

       Fu il commercio a portare gli Armeni a conoscere l'estremo oriente ed in particolare la Cina, dove, sin dall'XI secolo, si recarono soprattutto i mercanti di seta.

       Le prime vere e proprie colonie armene in Cina risalgono però ad un'epoca successiva, al XIV secolo, quando l'Armenia è stata soggiogata e migliaia di Armeni sono emigrati nel nord della Cina, per poi spostarsi verso sud e verso est, prediligendo le città marittime. Nel 1307 fu costruita a Canton una chiesa armena e, accanto a questa, diversi edifici atti ad ospitare le attività culturali della comunità armena e diverse associazioni.

       Le prime comunità non ebbero una lunga esistenza, nonostante ciò nel XVII secolo a Canton si contavano circa 30 famiglie armene e nel XVIII secolo a Shangai si distinguevano per le loro capacità, diverse famiglie di piccoli commercianti armeni. Nel XIX secolo arrivò in Cina una nuova ondata di immigrati di origine armena, provenienti dall'India e dagli Stati limitrofi. Le loro principali destinazioni furono Mukden, Tairen, Kharpin, Chanchun e Shangai; nel sud della Cina si erano invece trasferiti armeni provenienti da Nuova Giulfa e ad est Armeni del principato di Karabagh e Zankezur.

     La città che ospitava allora il maggior numero di Armeni era Kharpin, dove era stata edificata una chiesa, e la comunità si era dotata di una costituzione. Nel 1930 vi s'istituì un'associazione di nome "Ardziv" (Aquila), un circolo giovanile ed un'unione di donne armene che organizzavano eventi culturali, lezioni di lingua e cultura armena. Nel 1937 a Shangai gli Armeni erano 200 persone, che sono poi arrivati a 600, si riunivano nel "Haioz dun" (Casa Armena), avevano una propria banca ed un circolo giovanile.


[1] Zekiyan B. L., 2000, Gli Armeni e l'Armenia, Guerini e Associati, Milano.

   Il ruolo degli Armeni nella vita commerciale della Cina era tanto importante che riuscirono ad ottenere gli stessi diritti dei commercianti inglesi; si dotarono di proprie navi, cantieri navali e fabbriche, ma la loro attività non si arrestò a ciò, soprattutto ad Oriente si distinsero come intellettuali, avvocati, medici, ingegneri: Hovanes Ghazarian, un professore di lingua cinese di origine armena, fu il primo a tradurre la bibbia dall'inglese al cinese, la sua opera rimane ancora oggi la migliore; Stepan Mukhtesian, un medico armeno, ricoprì a lungo a Kharpin un ruolo di alta dirigenza nella sanità.

Gli Armeni della Cina, nonostante il decorso del tempo e la lontananza, mantennero uno stretto legame con la madrepatria, lasciandole consistenti somme in eredità, con particolare riguardo a Nor Nachicevan.    

       L'attacco giapponese alla Cina nei primi decenni del secolo, provocò gravi danni alle comunità armene che persero tutti i privilegi precedentemente acquisiti e rimasero isolati a causa dell'accusa di "nemici dell'Impero giapponese". A seguito di tali eventi intorno al 1950 gli Armeni emigrarono dalla Cina verso l'Australia, gli Stati Uniti e le Filippine; i pochi Armeni rimasti hanno perso la loro identità nazionale.

 

Gli attuali rapporti tra la Repubblica d'Armenia e la Repubblica Popolare Cinese sono ottimi: non solo sono all'indomani della dichiarazione d'indipendenza della Repubblica d'Armenia nel 1991 state subito instaurate relazioni diplomatiche tra i due Stati, ma si sono moltiplicati negli anni successivi diversi accordi bilaterali aventi come scopo la valorizzazione dei rapporti economici e commerciali sino-armeni.

        Negli ultimi anni numerosi sono stati gli accordi bilaterali tanto nell'ambito delle relazioni commerciali e di cooperazione tecnologica quanto in quello della cooperazione culturale, scientifica e nel campo dell'educazione. Tra gli altri ricordiamo il progetto congiuntamente contratto dalla China National Technological Import and Export Cooperation e dalla Company of the Heilongjiang Provincial Thermal Power Station rivolto alla Centrale Termoelettrica Razdan.

        A testimonianza del progressivo rafforzamento dei rapporti economico-commerciali tra i due Stati, è utile ricordare che il volume degli scambi tra la Cina e l'Armenia nel 2002 è aumentato del 149.7 % rispetto agli anni precedenti. La collaborazione è stata formalizzata dall'istituzione di un Comitato sino-armeno per la Cooperazione Economica e Commerciale, che nel febbraio del 2003 ha organizzato il suo terzo convegno.

        E' ugualmente interessante ricordare che nel settembre 2002 è stato conferito all'esperto armeno Shakhiyan un' "Onorificenza di Amicizia" da parte del governo cinese per i suoi cospicui contributi al progresso della scienza e della tecnologia della Cina.

         Le relazioni tra i due Stati non si limitano alla sfera economico-culturale, ma si estendono a quella geopolitica, alleanza motivata dal timore del governo di Pechino che la realizzazione del sogno panturanico minacci direttamente l'integrità del suo territorio, che ospita, nello Xingjian, nel Nord-Ovest della Cina, una minoranza musulmana di origine turca, gli Uyguri. In questo senso devono essere lette la consegna di missili cinesi Tiphoon all'Armenia nel 1999, e la partecipazione della Cina a fianco all'Iran, alla Francia e alla Grecia nella costruzione della prima parte del gasdotto Teheran – Erevan.

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