24 aprile 2002 - di Michelle Jeangey

Mercoledì 24 aprile 2002, la comunità armena di Roma si è riunita nella chiesa di San Nicola da Tolentino per commemorare i martiri del genocidio perpetrato dal    governo turco nel 1915. In tale data, ottantasette anni fa, ebbe inizio una delle pagine più scure della storia del popolo armeno: numerosi scrittori, giornalisti, medici, avvocati, notabili, sacerdoti, uomini di cultura e politici vennero deportati ed uccisi nei mesi seguenti.

Questo triste destino fu condiviso presto dalla maggior parte dei loro connazionali presenti nelle province orientali dell’Impero ottomano. Uomini, donne e bambini senza distinzione furono massacrati per soddisfare un disegno politico.

Nonostante tali avvenimenti siano testimoniati da documenti storici inconfutabili, ancor oggi il governo turco ha una posizione negazionista a riguardo.

In tutto il mondo gli Armeni chiedono giustizia, mentre continuano ad onorare i loro martiri.

Il Pontificio Collegio Armeno e la Commissione della Comunità Armena di Roma hanno voluto commemorare “il Metz Yeghern” con la semplicità, la sobrietà e la dignità che li distingue sempre in queste occasioni.

Già nel primo pomeriggio del 24 aprile, musiche tradizionali accompagnavano l’ingresso in chiesa dei primi fedeli e di tutti coloro che solidarizzano con la causa armena.

L’attenzione dei passanti veniva richiamata dal rosso, blu e arancione del tricolore armeno esposto sulla facciata della chiesa.

Alle 17 la comunità si è riunita per assistere alla Santa Messa, celebrata da S. E. Mons. Vartan Boghossian, rettore del Pontificio Collegio Armeno, con la partecipazione del vicerettore Rev. P. Ghevont Kenderjian. Durante l’omelia Mons. Boghossian ha ricordato che “l’albero gigantesco, quattro volte millenario della nazione armena è stato, durante la storia, varie volte tagliato. Nel 1915 è stato tagliato il tronco principale. Le radici, però, erano profonde e la linfa abbondante ed hanno rifatto la chioma, attingendo da tutta la terra.  Dobbiamo curare le nostre radici e la linfa.”  

Dopo la cerimonia i presenti sono stati invitati ad unirsi in un lungo corteo, che ha percorso silenziosamente e dignitosamente le trafficate vie del centro di Roma.

Ai passanti, incuriositi, sono stati distribuiti dei volanti esplicativi la questione del riconoscimento del genocidio del popolo armeno. Dopo aver attraversato via di S. Nicola da Tolentino, piazza Barberini, Via Veneto e via Bissolati, il corteo si è concluso nello spiazzo di fronte la Chiesa di S. Nicola da Tolentino, dove la comunità si è nuovamente riunita in preghiera. S. E. Gaghig Baghdassarian, Ambasciatore della Repubblica  d’Armenia a Roma, ha letto ai presenti il discorso del Presidente del Consiglio Comunale di Milano in occasione della commemorazione del genocidio nella seduta del 23 aprile a Milano.

Il dott. Antonio Stango, Presidente del Comitato Italiano Helsinki per i diritti umani, ha ricordato il riconoscimento del genocidio da parte della Camera dei deputati  italiana (avvenuto nel novembre 2000) e le risoluzioni del Parlamento Europeo che invitano il governo turco a riconoscere il genocidio.

Infine il sig. Robert Attarian ribadendo l'assoluta fermezza degli armeni nella richiesta di giustizia, ha ringraziando tutti i partecipanti  e gli ha invitati a raccogliersi in un minuto di silenzio in onore delle vittime.

A conclusione di tale suggestiva cerimonia, i membri della Redazione di Akhtamar hanno distribuito ai presenti un numero speciale del loro periodico dedicato interamente alla questione del genocidio. Tale numero è stato realizzato con la gentile e preziosa collaborazione di Antonia Arslan, Pietro Kuciukian , Laura Pisanello, Marco Tosatti, L’Ambasciata della Repubblica d’Armenia ed il Consiglio per la Comunità Armena di Roma.  

Per l'occasione la signorina Haiganush Sevagian, ha realizzato una mostra di "tecnopittura" sul genocidio.

 Domenica 12 maggio, in occasione della festa delle mamme, sono state affisse, all’entrata del Pontificio Collegio Armeno, le foto della manifestazione del 24 aprile; chiunque ne volesse una copia potrà farne richiesta alla direzione del Pontificio Collegio armeno, ai membri del Consiglio e alla redazione di Akhtamar.    

 

 

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