Atto di ringraziamento 21 aprile 2004 (Akhtamar On -Line).  

“Ringrazio il Pontificio Collegio Armeno per questa bellissima iniziativa. E’ il miglior modo per commemorare il genocidio”, con queste parole pronunciate dal Dr. Gaghik Baghdassarian, Ambasciatore della Repubblica armena in Italia, è stata conclusa la serata del 21 aprile u.s. dedicata agli autori e intellettuali che hanno trattato nelle loro opere il problema del genocidio armeno rendendolo pubblico anche in Italia.

La serata organizzata su proposta del Pontificio Collegio Armeno in collaborazione con il Consiglio per la Comunità di Roma in occasione della ricorrenza dell’89° anniversario di commemorazione del genocidio degli armeni del 1915 ha visto la partecipazioni di illustri personaggi tra giornalisti, professori universitari, scrittori, registi e editori. “Un atto per dimostrare riconoscenza verso coloro che hanno operato affinché la realtà e la verità di quella tragedia siano conosciute e denunciate”.

La serata è iniziata con il commosso discorso di P. Ghevont Kendirdjian, Vice Rettore del Pontificio Collegio Armeno, rivolto agli illustri ospiti che ha ricordato” il 17 dicembre del 2000 quando in questo secolare Istituto ci siamo radunati per rendere omaggio con un atto di ringraziamento rivolto ai deputati Italiani che nel novembre dello stesso anno avevano approvato all’unanimità una risoluzione che riconosceva e condannava il genocidio degli armeni del 1915. Oggi, a distanza di quattro anni,  con lo stesso entusiasmo e con la stessa gratitudine siamo riuniti di nuovo per questo “atto di riconoscenza”  nei confronti di coloro che sono stati gli artefici affinché questa triste realtà storica diventasse più tangibile e raggiungesse l’opinione pubblica.

Dopo una breve panoramica sui fatti legati alla triste pagina del genocidio del 1915 P. Ghevont ha rivolto un caloroso ringraziamento:“ E’ un  nostro sentimento nei confronti di ognuno di Voi. Un sentimento al quale, siamo sicuri, si stanno unendo da qualche parte dell’Universo donne, vecchi, uomini, bambini indifesi, un milione e mezzo di vite innocenti mai conosciute che la storia avrebbe voluto dimenticare, e qualcuno auspicherebbe si cancellasse la loro memoria, quella memoria che ognuno di Voi a modo suo custodisce e difende affinché resti viva come una fiamma, quella fiamma perenne che arde nella fortezza del Dzidzernagapert a Yerevan  quella fiamma che ogni armeno porta nel proprio cuore,  quella fiamma che Voi avete acceso in onore di un milione e mezzo di armeni e che  auguriamo non si spenga mai”

La D.ssa Anna Sirinian è stata incaricata di presentare tutti gli ospiti tra i quali ricordiamo: Flavia Amabile, Marco Tosatti, Marco Impagliazzo, Carlo Massa, Angelo Guerini, Atonia Arslan, Misha Wegner, Stefania Garna, Marta Petriccioli e Alberto Tonini e la giovane Manuela Avakian; Sono state presentate le loro opere specificando il prezioso contributo che hanno offerto a favore della causa armena.

La D.ssa Antonia Arslan, in occasione del  120° anniversario della sua nascita, ha ricordato brevemente la figura di Daniel Varujan, giovane poeta e scrittore vittima del genocidio del 1915.

Dopo un breve momento artistico con canti e musiche eseguiti da parte dei giovani della comunità, Valentina Karakhanian e Diana Gabrielian, si è proceduto con la cerimonia di premiazione.

I riconoscimenti sono stati consegnati dal Rettore del Pontificio Collegio Mons. Hovsep Bezezian insieme alla Madre Superiora della Congregazione delle Suore Armene Madre Armineh Magarossian e all’Ambasciatore Armeno Dr. Gaghik Baghdassarian. 

Infine Mons. Bezezian, prima di invitare tutti i presenti a recitare il Padre nostro in armeno e concludere con la preghiera dell’eterno riposo, ha rivolto parole di ringraziamento “…a tutti Voi grazie, che il Signore Vi benedica e benedica le Vs. opere…,”.

Dopo la cerimonia il pubblico ha avuto la possibilità di salutare gli illustri ospiti i quali sono stati invitati ad una cena offerta dal Pontificio Collegio Armeno in loro onore e durante la quale è stato distribuito in esclusiva l’ottavo numero del periodico “Akhtamar” dei giovani della Comunità Armena di Roma.  

Il 24 aprile giorno della memoria, non è per noi un giorno di pianto per il passato, ma una visione per un futuro migliore, dove regnino pace e giustizia dove atti disumani compiuti dall’uomo verso il proprio simile non si ripetano, dove la mistificazione della storia e la sua negazione non abbiano posto, dove i diritti dei popoli vengano rispettati e la memoria dei morti non sia calpestata in nome di “interessi” economici o politici che siano.

Il 24 aprile per non dimenticare, per ricordare che da qualche parte del mondo, in pieno deserto, esseri umani, con gli stessi diritti di tutti gli altri esseri umani, vagano ancora ponendosi domande a cui risponde il silenzio. Cercano un luogo, un letto, una carezza, un’ abbraccio e magari un cenno di umanità per sentirsi finalmente giunti a destinazione e magari, perché no, riposare in pace in eterno.

24 aprile speriamo non sia un’utopia ma un sogno da realizzare.

 

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